Comunicato stampa – Il GIP ha rigettato la richiesta di archiviazione

Da oggi possiamo dire che a Milano esiste un giudice. Come a Berlino. Accogliamo con favore la decisione del GIP che ha rigettato la richiesta di archiviazione per le indagini relative ai fatti avvenuti all’interno del Pio Albergo Trivulzio durante la pandemia.

Le 16 pagine di motivazioni sono un duro richiamo alla Procura anche e soprattutto rispetto a alcune valutazioni da essa espresse per motivare l’archiviazione.

E’ importante che il GIP abbia disposto il supplemento delle indagini anche attraverso una perizia nel contradditorio delle parti.

Questa sera siamo più sereni e fiduciosi che giustizia possa essere fatta. Questo risultato è stato reso possibile dai familiari che insieme a Felicita per mesi si sono impegnati con passione e tenacia in una battaglia di verità e giustizia.

La stessa tenacia e grande professionalità che ha visto protagonisti gli avvocati Luca Santa Maria e Luigi Santangelo dello Studio Legale LSM & Associati cui va un grande ringraziamento da parte di tutti noi.

TGR Lombardia 30.6.2022:

Ansa.it – 30.6.2022: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/06/30/covid-il-gip-non-archivia-linchiesta-sul-pio-albergo-trivulzio_afbf51d3-cf74-4353-adfd-302620f0ac6f.html

La Stampa.it – 30.6.2022: https://www.lastampa.it/milano/2022/06/30/news/pio-albergo-trivulzio-respinta-l-archiviazione-dell-inchiesta-per-le-morti-da-covid-gip-necessarie-ulteriori-indagini-1.41545884?__vfz=medium%3Dsharebar

Corriere Milano – 30.6.2022: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_giugno_30/covid-anziani-morti-pio-albergo-trivulzio-gip-respinge-richiesta-archiviazione-serve-perizia-370bd26a-f894-11ec-945e-5641b5c99a2d.shtml

Il Fatto Quotidiano – 30.6.2022: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/30/pio-albergo-trivulzio-il-gip-non-archivia-approfondire-le-indagini-per-una-corretta-qualificazione-giuridica-dei-fatti/6645866/

Il Giornale.it – 30.6.2022: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/servono-altre-indagini-respinta-richiesta-archiviazione-pio-2047229.html

Fanpage.it – 30.6.2022: https://www.fanpage.it/milano/strage-covid-al-trivulzio-gip-non-archivia-lassociazione-felicita-duro-richiamo-alla-procura/

Milano Today – 30-6-2022: https://www.milanotoday.it/cronaca/morti-trivulzio-no-archiviazione.html

City Milano News – 30.6.2022: https://citymilanonews.com/covid-inchiesta-sulle-morti-al-trivulzio-la-giudice-non-archivia-negligenze-e-decessi-spropositati/

Affari.it – 01.07.2022: https://www.affaritaliani.it/milano/covid-i-legali-del-pat-di-milano-sara-fugata-qualsiasi-zona-ombra-803817.html

Prima Milano – 01.07-2022: https://primadituttomilano.it/cronaca/respinta-larchiviazione-sulle-morti-covid-al-pio-albergo-trivulzio/

Malspensa24 – 01.07.2022: https://www.malpensa24.it/milano-morti-covid-trivulzio/

Comunicato Stampa – Udienza Opposizione

PIO ALBERGO TRIVULZIO-AZZONI/FELICITA: “CON FIDUCIA CI RIMETTIAMO AL GIUDIZIO DELLA CORTE. CHIEDIAMO CHE VI SIA UN PROCESSO GIUSTO ED EQUO”

Milano, 8 aprile – “E’ un’ importante coincidenza che lunedi prossimo 11 aprile  – in occasione dell’udienza di opposizione presso il Tribunale di Milano riguardo la chiusura delle indagini relative alle morti avvenute all’interno del Pio Albergo Trivulzio – si riunisca a Strasburgo il CPT,  “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti”, struttura afferente al Consiglio d’Europa proprio per trattare la questione delle condizioni di vita degli anziani ospiti delle RSA lombarde”.

Tra i compiti del CPT vi è quello di controllare tutte quelle situazioni che potrebbero equivalere a “pene o trattamenti inumani o degradanti”.

Felicita ritiene che quanto avvenuto all’interno del Pio Albergo Trivulzio con lo scoppio della pandemia richieda un processo giusto ed equo. Lo si deve ai tanti morti e ai loro familiari

Con fiducia ci rimettiamo al giudizio della Corte”, dichiara il Presidente dell’Associazione Felicita Alessandro Azzoni

Un anziano senza relazioni muore – FANPAGE.IT

UN ANZIANO SENZA RELAZIONI MUORE – E’ NECESSARIO RIAPRIRE LE RSA

“I direttori sanitari delle RSA decidono di chiudere alle visite più per propria tutela che per protezione degli ospiti e della loro salute” Ha dichiarato il Presidente di Felicita – Associazione per i diritti degli anziani nelle RSA, Alessando Azzoni.

E’ inaccettabile che dopo 2 anni, ignorando le direttive del Ministero della Salute che ribadisce assolutamente necessaria la presenza del parente tanto quanto le cure sanitarie, le strutture chiudano all’aumentare dei contagi quando esistono validi protocolli di sicurezza.

La chiusura non riguarda solo i parenti, ma anche la possibilità di poter parlare liberamente con medici e infermieri ed avere informazioni esaustive sullo stato di salute dei propri cari.

foto: fanpage.it

Fanpage.it – 20.1.2022 – A cura di Filippo M. Capra

Milano, Rsa chiuse alle visite dei parenti: “Gli anziani sono depressi, senza relazioni si muore”
Come stanno gli anziani e i parenti degli stessi dopo l’ennesima chiusura delle Rsa scelta individualmente dalle strutture milanesi e lombarde? Fanpage.it lo ha chiesto direttamente a loro.

Due realtà uguali che hanno preso scelte diverse. Le Rsa in Lombardia si dividono tra chi ha deciso di chiudere per contenere la diffusione del contagio e proibire quindi l’accesso ai parenti degli ospiti anziani, e chi invece ha deciso di rischiare e concedere le visite ai famigliari nonostante la nuova ondata dettata dalla variante Omicron. Due scelte diverse che hanno portato a conseguenze opposte: sia per chi è fuori che per chi è dentro.

La figlia di un’anziana ricoverata al Pat: Mia madre è depressa
Tra le strutture che hanno deciso di chiudere in via precauzionale, c’è il Pio Albergo Trivulzio di Milano, già travolto dalla prima ondata del Covid che provocò circa trecento decessi tra gli anziani ospitati. Giulia ha la mamma ricoverata al Pat ma, come spiega lei a Fanpage.it, per il secondo Natale di fila non ha potuto farle gli auguri di persona. La situazione con il Covid è inevitabilmente cambiata: “Prima la vedevo tutti i giorni, ora devo aspettare quasi due mesi per poterla rivedere. E lei ogni giorno che la sento, la prima cosa che mi chiede è: “Quando vieni a trovarmi?””. Le visite al Pat sono bloccate da metà dicembre del 2021. La chiusura comporta problemi non solo a Giulia, che non può vedere l’anziana madre, ma alla ospite della Rsa stessa in quanto “è depressa nel ritrovarsi ancora isolata. Lei come si sentirebbe a 90 anni chiuso in una struttura senza sapere quando potrà rivedere la figlia o il figlio o i parenti? Gli anziani sono reclusi mentre noi siamo tornati alla normalità”. La visita del parente, continua Giulia, “è una necessità concreta”. A fare eco alle parole di Giulia è Alessandro Azzoni dell’associazione Felicita per i diritti nelle Rsa che spiega come “durante l’isolamento l’anziano va in depressione e il Ministero della Sanità l’ha capito da tempo, tanto di chiedere alle Rsa di aprire”.

Le Rsa aperte: Abbiamo deciso di correre ancora il rischio
Un’altra Rsa a Paderno Dugnano, nel Milanese, ha deciso di restare aperta, consentendo ai famigliari di fare visita ai parenti ricoverati. “Per noi la Rsa è la nuova casa dove la persona viene a vivere”, spiega a Fanpage.it Paola Cattin, direttrice generale della fondazione Uboldi, che continua: “Pur aumentando le regole per proteggere gli ospiti, che sono persone fragili, riteniamo sia necessario aprire perché una persona senza relazioni muore. La dg della Rsa di Paderno ha spiegato che nella sua struttura si è deciso “di correre ancora il rischio, di scommettere e di riaprire”.

I pazienti Covid tornano nelle RSA – Rai 3 – AGORA’

I PAZIENTI COVID TORNANO NELLE RSA – NULLA E’ CAMBIATO

I figli e nipoti non hanno più accesso alle RSA da ormai 2 anni, mentre i malati di covid vengono nuovamente accettati nelle strutture per anziani (a fronte di un compenso giornaliero di €190) ripresentandosi così lo stesso incubo della prima ondata in cui migliaia di ospiti fragili sono stati contagiati e altrettanti deceduti.

Il forte dubbio che i positivi rimangano separati all’interno delle RSA rimane, se si considera che tutte le residenze per anziani hanno una grave mancanza di personale, come affermato anche da Luca Degani, Presidente di Uneba Lombardia, organizzazione di categoria nel settore sociosanitario.

Qual è la garanzia che gli operatori sanitari che tratteranno i pazienti covid non siano gli stessi che assisteranno gli anziani fragili?

Il rischio è di vedere un brutto film già visto. Perché portare nuovamente i contagiati nelle RSA, quando si possono utilizzare altre strutture?

Invece di essere tutelati, gli anziani sono stati abbandonati.

Felicita, Associazione per i diritti degli anziani nelle RSA, continuerà a battersi e a dar voce a migliaia di parenti disperati che chiedono di proteggere i loro cari.

Porte chiuse ai parenti nelle RSA, ma di nuovo aperte al covid – RADIO POPOLARE

PORTE CHIUSE NELLE RSA AI PARENTI E ALLA VERITA’ GIUDIZIARIA, MA DI NUOVO APERTE AL COVID.

Stiamo rivedendo un brutto film già visto. Secondo una recente delibera della Regione Lombardia i pazienti covid possono essere trasferiti nelle rsa a fronte di una diaria di €190 al giorno.

Si spalancano dunque di nuovo le porte a tutto ciò che porta profitto, ma restano chiuse le porte ai parenti, ignorando totalmente il loro ruolo di sostegno fondamentale per la vita degli ospiti. Questo, nonostante Il Ministero della Salute abbia stabilito che i familiari in possesso di Super green pass debbano poter entrare nelle RSA per almeno 45 minuti tutti i giorni, e nonostante da ormai due anni le associazioni chiedano a gran voce che sia consentito di stare vicino ai propri cari. I decreti emanati per le visite sono chiari ma le Regioni non obbligano le Ats a controllarne l’applicazione.

Mentre in nome della prudenza e della necessità di proteggerli, gli anziani fragili sono ancora isolati, la loro salute è ancora dimenticata. Durante le feste natalizie i Nas hanno riscontrato il 20 per cento di irregolarità nelle oltre 600 Rsa controllate, e al Pio Albergo Trivulzio ci sono due centri vaccinali i cui utenti utilizzano lo stesso ascensore degli anziani residenti, senza quindi precauzioni anti contagio.

Questo è gravissimo è inaccettabile.

Intanto molte inchieste sulle gravi negligenze nelle RSA, anche della seconda ondata, si stanno avviando verso l’archiviazione anche grazie allo scudo penale varato a luglio del 2021 dal governo Draghi nelle pieghe del Decreto Covid.

Intanto, ad oggi siamo ancora in attesa della nomina del Giudice che dovrà fissare l’udienza per discutere l’opposizione all’ archiviazione delle indagini per i fatti occorsi nel 2020 al Pio Albergo Trivulzio.

Siamo ancora in una situazione simile a quella della prima ondata. Cos’altro deve ancora succedere perchè le istituzioni pubbliche invece di tutelare gli interessi dei più forti si prendano carico della sofferenza degli anziani e delle loro famiglie, decidendo un cambio di passo nelle politiche sanitarie e assistenziali?

RSA chiuse a Natale – TV 2000

RSA CHIUSE A NATALE – LA DISPERAZIONE DEI PARENTI E DEI LORO CARI

Sono passati ormai 22 mesi da quando le RSA sono chiuse e lasciano entrare i parenti se va bene solo una volta a settimana, per 20 minuti. Molte sono le segnalazioni che ci continuano ad arrivare di chiusure totali per il periodo natalizio. Sono infatti tante le strutture che non rispettano l’ordinanza del Ministero della Salute che invece incentiva le visite e le uscite degli ospiti.

Gli incontri avvengono in presenza di un’educatrice, senza alcuna privacy. Manca il personale e le attività di svago sono molto ridotte a scapito dei diritti e bisogni degli anziani. Neanche il Prete può entrare nella struttura. Un carcerato avrebbe più diritti.

“La presenza del parente è vitale come l’aria che respiriamo, necessaria tanto quanto le cure sanitarie. Isolare l’anziano significa farlo morire di solitudine.” – ha dichiarato la vicepresidente di Felicita, Laura Aspromonte.

Per non dimentiacre i morti nelle RSA

Felicita, Associazione per i diritti nelle RSA, nasce per rappresentare e difendere i diritti degli anziani e dei loro parenti in seguito a quel disastro sociale e umano che ci ha consegnato un’intera generazione decimata.

Per impedire che tante storie di vite perse e di memorie spezzate cadano nel silenzio.“Archiviati” è la risposta della Procura alla nostra domanda di verità e giustizia sui 405 anziani deceduti in 4 mesi al Pio Albergo Trivulzio. Cui si aggiungono i tanti morti collaterali e i sopravvissuti, isolati da ogni contatto con le famiglie per mesi. Situazione ancora oggi irrisolta e che sta causando danni irreversibili a molti anziani.

Ma noi, familiari delle vittime, non ci arrendiamo e andiamo avanti in questa battaglia di civiltà che riguarda tutti per difendere i diritti dei più fragili.

Abbiamo bisogno del vostro prezioso aiuto.

Anche un piccolo contributo può fare la differenza.

Link per donare – clicca QUI

Famiglie: NO all’archiviazione della Procura – ByoBlu

CONTINUA LA BATTAGLIA DI FELICITA PER LA VERITA E LA GIUSTIZIA

Secondo la Procura di Milano, numerose sono state le condotte da parte della dirigenza del Pio Albergo Trivulzio che hanno AGEVOLATO la diffusione del virus all’interno della struttura, come il divieto accertato di utilizzare dispositivi di protezione procurati autonomamente con la minaccia di sanzioni e la condotta imprudente di accettare il ricovero di 17 pazienti dall’ospedale di Sesto San Giovanni di cui 3 risultarono positivi al Covid19.

Il rispetto di alcune regole basilari di buon senso note sin dal Medioevo, ad esempio l’isolamento e la separazione dei degenti positivi al Covid, avrebbe permesso di salvare molte vite. Noi non ci arrendiamo e andiamo avanti. Riteniamo il processo penale fondamentale, un percorso difficile ma inevitabile per accertare le cause di quanto accaduto e per identificare le responsabilità dei decessi attraverso un serio e rigoroso vaglio dei fatti occorsi che non si accontenta di una narrazione autoassolutoria.

Opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura di Milano – La Stampa

Oggi è un giorno importante per i parenti dell’Associazione Felicita e per tutti quelli che hanno a cuore la verità e la giustizia.

Abbiamo depositato l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano riguardo le indagini relative al Pio Albergo Trivulzio e altre RSA. Un percorso difficile ma inevitabile per dare voce a chi purtroppo non ce l’ha più. Ringraziamo di cuore quanti di voi ci stanno sostenendo in questa battaglia.

Covid a Milano, i legali delle vittime al Pio Albergo Trivulzio: “Mix letale di negligenza e incompetenza, vogliamo il processo”

I legali degli anziani alla casa di riposo deceduti nella prima ondata della pandemia si oppongono alla richiesta di archiviazione della Procura

Covid a Milano, i legali delle vittime al Pio Albergo Trivulzio: “Mix letale di negligenza e incompetenza, vogliamo il processo”

ANDREA SIRAVO

Dai vertici del Pio Albergo Trivulzio è stato commesso un «mix (letteralmente) letale di negligenza e incompetenza, condito da alcune scelte puntuali evidentemente e drammaticamente imprudenti», per cui un processo «appare imprescindibile». È la tesi sostenuta dagli avvocati dello studio Luca Santa Maria & associati contenuta nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione della procura di Milano dell’indagine per epidemia colposa e omicidio colposo plurimo sui decessi degli ospiti della “Baggina” tra il gennaio e l’aprile 2020 durante la prima ondata della pandemia Covid-19.

Per i legali che assistono i parenti di 20 pazienti deceduti, due infermieri, un’operatrice socio-sanitaria e Felicita, l’associazione per i diritti degli ospiti nelle Rsa, «è mancato, in quelle prime cruciali settimane, persino il rispetto delle regole basilari, che potremmo definire di buon senso, note all’uomo sin dal medioevo e che prevedono, in caso di diffusione di una malattia contagiosa, di limitare i contatti interpersonali, di chiudere le comunità e limitarne i contatti verso l’esterno, di isolare i malati e di proteggere le vie aeree». E la «mancata adozione di queste cautele da parte del Pat», si legge ancora in un passaggio dell’atto di 32 pagine, ha portato «causalmente alla verificazione dell’epidemia» nella storica struttura milanese in cui nei primi mesi dell’anno scorso si erano registrati 300 decessi.

Per queste ragioni al giudice per le indagini preliminari Alessandra Cecchelli, gli avvocati chiedono di «disporre la formulazione di imputazione coatta per il direttore generale della ‘Baggina’ Giuseppe Calicchio nonché di Rossella Velleca, dirigente dell’unità operativa semplice e della Udc (non indagata, ndr) e di ogni altro soggetto ritenuto dal giudice imputabile». In seconda battuta, si richiede di disporre la prosecuzione delle indagini con l’audizione dei «famigliari dei soggetti deceduti» e «l’integrazione della consulenza tecnica» disposta dai pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano.