Cosa facciamo

Lettera alle RSA. Su richiesta dei nostri associati stiamo inviando una lettera direttamente alle strutture affinchè rispettino l’ordinanza del Ministero della Salute che invita a concedere le visite tutti i giorni per almeno 45 minuti.

Lettera ai Prefetti. Oltre Milano, per gli associati che lo hanno richiesto, abbiamo scritto ai Prefetti di: Pavia, Varese, Brescia, Mantova, Como, Bergamo, Monza Brianza, Cremona, Cuneo, Treviso, Vicenza, Genova, Bologna, Terni, Firenze, Roma, Teramo, Rovigo, Ferrara, Vercelli, Chieti.

Continua la campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale per contrastare il perdurante e drammatico blocco degli incontri con i parenti nelle RSA. Ci siamo rivolti proprio ai Prefetti in quanto rappresentanti del Governo a livello locale per chiedere un intervento volto a far cessare lo stato di isolamento che da quasi due anni sta creando seri danni alla salute psico-fisica degli anziani e gravi disagi ai familiari.

Intervento Presidente Alessandro Azzoni Convegno SPI “RSA – conoscerle per rinnovarle” del 15.03.21

Della necessità di cambiare il modello delle RSA, da oltre trent’anni considerate la soluzione più efficiente alla perdita di autonomia degli anziani, sono in molti oggi a parlare. 

Ma quello che invece non ci sembra cambiata è la volontà di revisione dei propri criteri gestionali nel mondo RSA, che anzi si è rinchiuso in una trincea difensiva dove la logica dell’autoprotezione (dai rischi legali, dal calo dell’utenza e quindi dei profitti, dalle necessità di riorganizzare i servizi) prevale sull’urgenza di mettere i bisogni degli utenti al centro, salvaguardando i diritti alla cura e a una vita dignitosa degli anziani.

Lettera al prefetto di Milano del 26 febbraio 2021 Insieme ad altre associazioni di familiari impegnate nell’ambito della tutela e promozione dei diritti degli anziani siamo vivamente preoccupati perché nelle previsioni indicate nel Recovery Plan e nelle linee di indirizzo del Ministero della Salute non sono previsti interventi per riorganizzare la residenzialità socio-sanitaria in modo da assicurare gli incontri con i congiunti dei malati ricoverati nelle Rsa e dei loro parenti, ai quali ancora oggi non è sempre concesso il diritto di visita.

Richiesta garanzia incontro parenti in tutte le RSA L’Associazione Felicita invita gli organi regionali a non inibire la frequentazione delle strutture da parte dei parenti e di permettere agli ospiti adeguati momenti di socialità attraverso l’adozione di ordinanze regionali.

Lettera alle RSA per richiesta incontri. Lettera alle Rsa fatta da nostri avvocati per invitare le strutture a favorire gli incontri tra familiari e parenti durante il secondo lockdown

Libro bianco (1 ottobre 2020). “Anziani senza famiglia”, un Libro bianco sulla normalità negata nelle Rsa, è stato realizzato grazie alle tante testimonianze dei familiari di ospiti residenti nelle 69 Rsa associate a Felicita, distribuite sul territorio nazionale, o dei comitati locali di parenti che fanno riferimento all’associazione. La fotografia emersa appare nitida e molto compatta, ma soprattutto drammatica. Un momento molto importante per la battaglia di Felicita. Appena uscito, l’abbiamo consegnato personalmente a Monsignor Paglia.

Appello nazionale agli associati per inviare informazioni/testimonianze su colloqui con i parenti. L’isolamento degli anziani nelle Rsa per evitare il rischio del contagio è una scelta dannosa e inutile. Il risultato è un danno certo per evitare quello che sembra un rischio ancora poco controllato. Abbiamo lanciato un appello per raccogliere le testimonianze da tutta Italia dei familiari con parenti nelle Rsa per un Libro Bianco da presentare alle istituzioni

Richiesta di audizione a Girelli, Presidente della Commissione di inchiesta Regione Lombardia (23 settembre 2020). A settembre si è insediata a Palazzo Pirelli la commissione d’inchiesta regionale sulla gestione dell’emergenza Covid in Lombardia. Abbiamo chiesto un’audizione al Presidente Girelli.

Richiesta di audizione a Monsignor Paglia, Presidente della Commissione del Ministro della Salute Roberto Speranza per la riforma del sistema di assistenza agli anziani (22 settembre 2020). L’associazione Felicita guarda all’orizzonte di una cultura della vecchiaia che dia centralità alla protezione e al rispetto della dignità dei soggetti più fragili della società, nel tempo più prezioso e più delicato della loro vita. Le istituzioni non hanno saputo trovare un rimedio che tenga insieme le necessità di difesa del contagio e i bisogni di socialità degli anziani non autosufficienti ospiti di queste strutture.

Lettera aperta al Presidente Giuseppe Conte e al Ministro della Sanità Roberto Speranza (il 13 luglio 2020). È indispensabile che lo Stato garantisca in tutte le RSA, a prescindere dalla loro Regione di appartenenza, il diritto all’assistenza, alla cura e alla tutela del benessere degli anziani, in primis il dritto a vivere la dimensione sociale e affettiva insita nelle relazioni con il mondo esterno. È necessario che vengano presi repentinamente provvedimenti per sanare gli effetti negativi del decreto-legge 25 marzo 2020 che affida alle discrezionalità delle Direzioni Sanitarie delle RSA l’accesso degli ospiti agli incontri coi familiari. Dopo i danni dovuti alla mancata protezione, all’inosservanza delle regole di sicurezza, all’esclusione dalle cure ospedaliere, ora gli 88.571 attuali ospiti delle RSA italiane subiscono il danno di una prolungata esclusione dalla vita e dal possibile ritorno alla normalità.

Richiesta di accesso agli allegati della Relazione della Commissione ATS. L’8 luglio la Commissione istituita da Ats Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano ha presentato una relazione con i risultati dell’inchiesta sul PAT, evidenziando uno straordinario assenteismo del personale. Dalla sintesi finale sono sparite le critiche alle scarse procedure per la sicurezza. Abbiamo fatto richiesta di accesso agli allegati, che è stata respinta.

Appello al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Il 29 giugno 2020 abbiamo chiesto al Dott. Mauro Palma di intervenire per garantire ovunque nelle Rsa il diritto agli incontri e ridurre così le misure di restrizione e costrizione, che hanno messo seriamente a rischio l’esigibilità dei diritti fondamentali, quali il diritto alle relazioni, alla socialità e all’affettività, di 88.571 ospiti delle Rsa italiane, persone fragili e in gran parte non autosufficienti, da oltre tre mesi isolate dai loro familiari. (Risposta del Garante)

Richiesta Incontro con il Prefetto. Durante un incontro il 12 giugno una delegazione di Felicita ha chiesto al Prefetto di Milano, Mauro Saccone, di poter vedere i propri cari, ancora isolati. Un’occasione importante per illustrare la grave situazione che vede protagonista il Pio Albergo Trivulzio, ma anche tante altre RSA.

Muro memoria. Questo progetto raccoglierà i video-racconti dei parenti delle vittime in un sito dedicato: una raccolta di voci, volti, ricordi che diventa materiale per costruire un simbolico “monumento funebre” alla memoria di chi non ha potuto neanche avere il rito dell’ultimo saluto. Per mai più dimenticare.

Esposto collettivo. Con l’atto di esposto collettivo i familiari aderenti al Comitato ‘Giustizia e Verità per le vittime del Trivulzio’ offrono alla Procura di Milano una preliminare ricostruzione, dalla prospettiva delle persone offese, dei fatti accaduti a partire dal mese di febbraio 2020 presso la RSA Pio Albergo Trivulzio.

Felicita agisce nelle tre dimensioni di verità della giustizia, memoria e cultura della vecchiaia.

Il 6 giugno nasce Felicita, Associazione per i diritti delle RSA, in difesa dei diritti degli anziani assistiti e dei loro parenti e si rivolge a tutti gli attori coinvolti nel “mondo” delle RSA. Naturale evoluzione della crescita del Comitato Trivulzio. Il caso del PAT era considerato la punta dell’iceberg della tragedia RSA: una sorta di modello esemplare negativo dove le vittime non erano solo i 405 anziani deceduti in 4 mesi nella struttura ma anche i tanti morti collaterali e i sopravvissuti, isolati da ogni contatto con le famiglie. Parenti che in breve sono diventati parenti di tutti, con le loro storie di vite perse e di memorie spezzate. Il Comitato non bastava più a contenere così tante voci, a impedire che nessuna cadesse nel silenzio. L’associazione ha come madrina una donna che dopo 54 anni di matrimonio ha visto il marito, morto per Covid, portato fuori dal Pat in un sacco nero.